Due giorni a Napoli sembrano pochi, e in effetti lo sono. Ma se si dorme nel punto giusto, si cammina invece di spostarsi, e la differenza è enorme. Questo itinerario parte dal portone della dimora, su via Toledo, e non prevede un solo taxi.
Primo giorno: il centro antico
Si comincia presto, quando le saracinesche si alzano e via Toledo appartiene ancora ai napoletani. In dieci minuti a piedi si arriva a Spaccanapoli, la linea dritta che taglia il centro storico UNESCO da parte a parte. È il tratto più denso della città: chiese ogni cinquanta metri, botteghe di pastori, cortili che si aprono all’improvviso.
La sosta obbligata è la Cappella Sansevero, per il Cristo velato. I biglietti si esauriscono con giorni di anticipo in alta stagione: va prenotata prima di partire, non il giorno stesso. Poco oltre, San Gregorio Armeno con le botteghe dei presepi, aperte tutto l’anno e non solo a dicembre.
Il pranzo si fa lungo la strada, in piedi, con una pizza a portafoglio o una frittatina. Il pomeriggio è per il Museo Archeologico, a venti minuti di cammino: i mosaici di Pompei e la collezione Farnese giustificano da soli il viaggio.
La sera si scende verso Piazza del Plebiscito e si cena nei dintorni, tornando a piedi alla dimora in un quarto d’ora.
Secondo giorno: il mare e la collina
La mattina si prende la funicolare Centrale, a pochi minuti dal portone, e si sale al Vomero. Castel Sant’Elmo e la Certosa di San Martino offrono la vista che finisce su tutte le cartoline: il golfo, il Vesuvio, la città distesa sotto. Andateci presto, prima che la foschia salga.
Si scende a piedi per le rampe, si attraversa Chiaia e si arriva al Lungomare Caracciolo. Il tratto pedonale da Mergellina a Castel dell’Ovo si percorre con calma in un’ora, con il mare a sinistra e il Vesuvio davanti.
Il pomeriggio, se restano energie, vale la pena risalire verso il Teatro San Carlo e la Galleria Umberto I, entrambi a pochi minuti dalla dimora. Chiudere qui il cerchio significa tornare al punto di partenza avendo attraversato tre Napoli diverse.
Tre cose da sapere prima
Le scarpe contano più di tutto. Napoli è fatta di salite, basoli e scalinate: due giorni così significano quindici chilometri a piedi.
La metro Linea 1 è un’alternativa vera. La fermata Toledo è a tre minuti dal portone ed è considerata tra le stazioni più belle d’Europa: anche solo scendere a vedere il mosaico blu vale il biglietto.
Il pranzo non si prenota, la cena sì. Nei posti buoni, di sera, senza prenotazione non si entra.
Perché dormire qui cambia l’itinerario
Tutto quello che avete letto parte da via Toledo e ci ritorna. Non è una coincidenza: è il motivo per cui questo palazzo del Settecento è diventato Dimora Cavalcanti. Da qui il centro storico, il Lungomare, i musei e la funicolare sono tutti raggiungibili senza mai prendere un mezzo, e alla fine della giornata si rientra a piedi invece di cercare un taxi.
Le sei camere della dimora portano il nome dei quartieri che questo itinerario attraversa. Chi dorme in Sanità o in Chiaia si affaccia direttamente su via Toledo.
